SVEGLIATI E STUDIA!

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

RIABITUATI A LEGGERE… SVEGLIATI E STUDIA!

Se diamo un’occhiata ai commenti sui social, sembrano esistere due categorie di persone: quelle che fanno, e sono impegnate a costruire, realizzare, rinascere dai fallimenti… e quelle che passano il tempo a giudicare (negativamente) quelli che si danno da fare.

VEDIAMO COME SI SVOLGE IL PROCESSO DI COSTRUZIONE

Chi fa, crea, smonta e rimonta, ha un compito ingrato. Innanzitutto deve lavorare, deve darsi da fare, in corpo, mente ed anima. Attività meno divertenti che stare alla finestra di feissbuc e sparlare.

Un detto napoletano recita così: “chi favrica e sfavrica nun perde mai tiempo”
Chi crea ha la necessità di raggiungere obiettivi visibili in tempi accettabili, altrimenti la motivazione cala, la frustrazione monta e le persone che credono nel suo progetto si volatilizzano.

Una cosa è certa. Se sei un professionista già in campo oppure vuoi diventare un professionista credibile… devi riservare tempo ed energie all’Apprendimento, all’Aggiornamento, all’Approfondimento: le 3A.

Senza le 3A non vai lontano nel trovare clienti, acquisire incarichi, emettere scontrini ricevute o fatture, liberare i magazzini, ecc…

Le 3A sono il motore di ogni professione ed impresa, in qualsiasi settore ed a qualsiasi livello.

Non dovresti nemmeno chiedertelo… se abbia senso mettersi a studiare per la tua attività! Ne va del futuro della tua piccola, media o grande professione.

Non perder tempo! Cerca esperti, formazione professionale, corsi universitari, master… qualsiasi strumento concreto che possa assicurarti le 3A sarà utile per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi.

Talvolta scoprirai anche che è necessario imparare a capire QUALI sono gli obiettivi vantaggiosi… poiché anche questi cambiano, in un mondo che cambia vorticosamente!

In alcuni casi bastano poche ore di aggiornamento in settori specifici ed innovativi. In altri casi dovrai accettare di dedicare molto tempo alle 3A, sennò dalla palude non ne esci.

Ma questo impegno funzionerà sempre. Ti ripagherà con soddisfazione.

Naturalmente, ognuno di noi tende a dire “ma io ho cose urgenti ed importanti da fare per la mia professione; non posso perder tempo appresso alla cultura”.

Sarebbe onesto chiedere a te stesso se tutto l’affanno e l’energia che ci stai mettendo sono finalizzati, misurabili, realmente redditizi. Spesso le risposte sono devastanti…

LA SITUAZIONE SEMBRA CHIARA ADESSO

Pocrastinare non serve! Fermati e chiediti dove sei. Dove vorresti andare. Quali conoscenze ti sarebbero indispensabili.

Inizia un percorso che ti assicuri le 3A: rivedendo le tue competenze con esperti di settore, partecipando ad iniziative di formazione e aggiornamento, frequentando corsi di specializzazione.

Non “comprarti” solo gli attestati.

Studia con impegno ed arricchisci il tuo arsenale di conoscenze e di abilità. Le competenze professionali sono la scorta di munizioni che ti serviranno per affermarti, competere ed avere successo.

Decidi da che parte stare: dalla parte di chi, senza lamentarsi, crea, smonta e rimonta. O dalla parte dei perdenti in partenza?

La risposta la dai tu.

 

 


Armando Mauro

Presidente del Consorzio FORMA

=> www.consorzioforma.it

EMAIL=> info@consorzioforma.it
TELEFONO => 081.5635626

IFTS Campania – Un nuovo importante risultato per il Consorzio FORMA

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

IFTS Campania, il Partenariato di eccellenza, coordinato dal Consorzio FORMA si aggiudica un corso di formazione di grande prestigio.

 

TECNICO SUPERIORE PER IL MONITORAGGIO E LA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE IN AREE A FORTE CONTAMINAZIONE

IFTS Campania: durata: 800 ore, incluse n. 320 ore di Stage

Il Corso è stato approvato dalla Regione Campania e rientra nell’elenco dei 23 Progetti finanziabili su oltre 100 proposte presentate.

[Clicca qui => ed iscriviti al sito di FORMA per ricevere direttamente gli aggiornamenti]

Il Corso forma un Tecnico Superiore di supporto alla definizione, analisi e caratterizzazione dei territori dal punto di vista delle componenti ambientali e delle condizioni di crisi.
Inoltre assiste studi di progettazione, imprese ed istituzioni attivi nella programmazione, pianificazione e progettazione di interventi di manutenzione e valorizzazione del territorio.

N.B.: Ulteriori aggiornamenti sulle modalità di SVOLGIMENTO del Corso e sui criteri di SELEZIONE dei partecipanti saranno pubblicati sul sito del Consorzio FORMA.

=> IFTS Campania – MONITORAGGIO E GESTIONE TERRITORIO E AMBIENTE IN AREE A FORTE CONTAMINAZIONE

[Clicca qui => ed iscriviti al sito di FORMA per ricevere direttamente gli aggiornamenti]

Gli Enti di Formazione Imparano SCRIVERE

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Non è un errore. Hai letto bene: gli Enti di Formazione imparano Scrivere!

SCRIVERE è la piattaforma normativa operativa messa a punto dalla Regione Campania per allinearsi ai requisiti europei per l’erogazione di servizi di Formazione Professionale.

Maggio 2017. Siamo oltre 100, provenienti dagli Enti professionali accreditati dalla Regione Campania, a seguire il corso di perfezionamento promosso dall’Assessora alla Fomazione Professionale, Chiara Marciani, per elevare le NOSTRE competenze a livello europeo.

Il corso è impegnativo, si concluderà alla fine di luglio con esami e verifiche. Molte ore sottratte al lavoro ed agli impegni di ogni giorno. Ma ben venga la formazione!

Bisogna riconoscerlo, SCRIVERE è un acronimo geniale (complimenti a chi lo ha ideato!). Indica il Sistema di Certificazione Regionale di Individuazione Validazione E Riconoscimento delle Esperienze, ma vuol dire rivoluzione! Rivoluzione nell’apprendimento permanente. 

Con il sistema SCRIVERE, in Campania si attiva un quadro normativo di riferimento basato sul diritto di ogni cittadino europeo a veder riconosciute e certificate le esperienze di cui è portatore, a qualsiasi titolo ed in base a qualsiasi percorso esperienziale. Un quadro di azione al quale concorrono Unione Europea, Stati e Regioni con il fine di assicurare la possibilità di ricostruire e valorizzare il patrimonio di conoscenze e competenze derivanti da esperienze di varia natura.

Si torna nei banchi

Da tempo mi pongo alcune domande. Dove stiamo portando la Formazione Professionale? Quale qualità garantiamo ai servizi che offriamo? Come possiamo migliorarla progressivamente? Come assicurare l’innovazione dei servizi didattici e dell’orientamento? Come dare agli utenti capacità concrete per posizionarsi adeguatamente nel mondo del lavoro? Come progettare il futuro delle nostre imprese? Come essere al passo con sistemi sociali, professionali e d’impresa moderni? Come garantire i requisiti etici e sociali irrinunciabili per chi ha la responsabilità di “formare” le attitudini e le capacità di esercitare una professione e fare impresa? 

Come possiamo (come dobbiamo!) configurare la formazione moderna per raccogliere le sfide tecnologiche? Come essere parte attiva e propulsiva dell’innovazione globale? Quale formazione garantire a giovani ed adulti in una società europea proiettata nel contesto globale?

Trovo serio e corretto che gli amministratori ed i gestori degli Enti di formazione studino, si aggiornino, si confrontino e si pongano questioni deontologiche rilevanti ed urgenti.

Scrivere

Due sono i Percorsi formativi di aggiornamento professionale ai quali parteciperemo fino a fine luglio:

=> Individuazione e messa in trasparenza delle competenze
=> Pianificazione e realizzazione delle attività valutative

Lo scopo della nostra partecipazione all’impegno di formazione è di rinnovare la capacità del Consorzio FORMA di offrire agli utenti servizi moderni

I docenti – funzionari della Regione Campania, INAPP e ANPAL ed esperti universitari e professionisti di elevatissimo livello – ci presentano e ci descrivono nei vari dettagli, Il quadro europeo delle qualificazioni, l’infrastruttura nazionale e lo strumento regionale per costruire, mettere in valore, strutturare, manutenere ed  incrementare le competenze professionali, nell’ottica del diritto di cittadinanza europea.

Affrontiamo temi rilevanti e conosciamo strumenti preziosi per riconoscere e validare le competenze provenienti dalle esperienze vissute dai cittadini, durante percorsi di apprendimento formale, non formale o informale.

La formazione professionale è la chiave vincente della società produttiva!

Ci spingiamo a considerare come mettere in valore l’apprendimento esperenziale. Gli strumenti da utilizzare per la validazione dei risultati dell’apprendimento. L’accesso alla procedura di certificazione, necessaria a rendere le competenze “spendibili” nel territorio geografico, sociale e culturale europeo.

In quest’aula giochiamo una straordinaria partita!

Ne vale la pena, per assicurare la crescita professionale dei nostri utenti. Ognuno di noi è invogliato a riscrivere le proprie regole per una Formazione Professionale 4.0. Ognuno elabora la propria offerta, libera, attraente, innovativa, all’interno di regole stringenti e sulla base di competenze che ci danno la facoltà di dialogare in Europa, e nel mondo.

Un processo virtuoso, che ci aiuta ad essere seri, trasparenti, cristallini e rigorosi, nei confronti di giovani ed adulti portatori di un bagaglio di competenze professionali costantemente in evoluzione, in cambiamento. Competenze di cui – troppo spesso! – non si ha nemmeno consapevolezza.

La legge italiana definisce la competenza come la comprovata capacità di utilizzare, in situazioni di lavoro, di studio o nello sviluppo professionale e personale, un insieme strutturato di conoscenze e di abilità acquisite nei contesti di apprendimento formale, non formale o informale.

[Clicca qui => per accedere al Glossario della formazione professionale]

Sai quante Qualifiche professionali sono attive in Campania? Poco meno di 500! Un bagaglio di migliaia di Competenze professionali – nei campi più svariati – certificabili dalla Regione Campania e spendibili in Italia ed in Europa.

In tanti siamo concentrati su come rinnovare il sistema della formazione, per assicurare la massima qualità e risolvere le aspettative di crescita professionale di giovani ed adulti in Campania ed in Italia.

Iscriviti su www.consorzioforma.it per seguire gli aggiornamenti sulla riforma regionale della Formazione Professionale.

#daiformaltuofuturo #lecompetenzevalgono #lecompetenzecontano

[Clicca qui => per il Glossario della formazione professionale]

[clicca qui => Vai alla piattaforma SCRIVERE]

[clicca qui => Per i dettagli sulle figure professionali del repertorio campano]

Sviluppo Professionale. Quanto vale un corso per professionisti?

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Come si valuta un corso di svilupppo professionale?

Sono convinto che, in un mondo ideale, la qualità e l’eccellenza non dovrebbero avere prezzo. Dovrebbero essere trasmesse gratuitamente, ai soli fini di sviluppo sociale ed umano.

Ma NON siamo in un mondo ideale! Ed in questo mondo produrre e trasferire qualità e l’eccellenza costa molto. 

Niente costa troppo se trasmette il giusto valore

Il Consorzio FORMA offre 3 corsi di Perfezionamento per Professionisti nel campo degli strumenti e delle tecnologie applicati alla sicurezza del territorio.

Si tratta di corsi estremamente specialistici che forniscono strumenti reali e concreti ai professionisti e consentono di portare a casa una “una fetta di eccellenza professionale” rilevante. 

Cosette che fanno la differenza tra un operatore qualsiasi ed un professionista competitivo, non credi? Chi lo capisce è un passo più avanti di tanti altri. 

Clicca qui => per conoscere i nostri Corsi  

La natura della nostra offerta

Descrivo 3 elementi distintivi del programma Sviluppo Professionale
(ce ne sono tanti altri, contattaci e te li spieghiamo):

1 => Svolgiamo una formazione di eccellenza IN AULA (che significa relazione diretta con il sistema formativo, aggiustamenti continui e progressivi in ogni fase della didattica, analisi e svisceramento di ogni dubbio o problema, avvio di una relazione con i professionisti docenti che durerà per sempre: si fa rete!).
Se hai bisogno di risorse online che ti servono ad acquisire crediti formativi burocratici, questi corsi non fanno per te. Anche noi seguiamo corsi online per ottemperare ai vincoli del sistema ordinistico italiano. Ma la vera formazione professionale, quella che genera sviluppo di opportunità, la cerchiamo altrove.

2 => I nostri Corsi per lo Sviluppo Professionale non li trovi in nessun altro ente di formazione. Sono frutto di oltre 20 anni di attività di consulenza professionale di (in origine come Istituto Internazionale Stop Disasters, oggi il team professionale “TST ~ Tecnologie Sicurezza Territorio”) a decine di enti locali (tra comuni, province, prefetture ecc.). Il Team ti trasferisce la realtà della pratica professionale. NON si tratta della teoria, che puoi trovare in youtube o sui manuali in commercio. (non temere, presto li troverai altrove… ma saranno copie posticce di quello di cui noi siamo competenti da oltre un ventennio).

3 => I Corsi sono strutturati su temi di rilevanza strategica: la difesa del territorio, i piani di protezione civile ed i Sistemi Informativi Geografici. Si tratta di temi di grande rilevanza per gli enti locali, per i quali ci sono obblighi di legge e finanziamenti pubblici. 

Qual è il valore dei corsi?

Con queste doverose premesse, analizziamo la situazione. Il Consorzio FORMA offre soltanto 3 corsi di perfezionamento per lo sviluppo professionale:

  • 150 ore =  1.500 €
  • 200 ore = 2.000 €
  • 250 ore = 2.500 €

Quanto costa ogni singola ora di corso? 10 EURO! 

Quanto vale ogni singola ora di corso?
Per 10,00€ hai a disposizione – PER UNA INTERA ORA! –  un docente in aula (a volte persino 2!), a diretto contatto con te. Con un linguaggio ed un approccio da professionista, ti trasferirà le sue conoscenze tecniche e le competenze professionali maturate in 25 anni di onorata professione. Potrai chiedergli di chiarirti dubbi, migliorare l’impostazione metodologica e sanare eventuali errori. E con il quale avvierai una lunga relazione professionale.

Clicca qui => se vuoi conoscere i Corsi Sviluppo Professionale oppure => scarica la brochure

 

Inutile girarci intorno, noi la pensiamo diversamente! 

Abbiamo solide competenze nei settori specifici e parliamo SOLTANTO di ciò che sappiamo fare bene. Operiamo con procedure di Qualità e con criteri di Eccellenza, per fornire qualità ed eccellenza ai nostri corsisti.

Noi siamo convinti che PER AFFERMARSI IN UNA PROFESSIONE, SIA NECESSARIO POSSEDERE COMPETENZE ECCELLENTI.

Non siamo paternalisti, né mammoni: da noi si studia e si suda. Noi non vendiamo pezzi di carta. Noi non amiamo le scorciatoie che danneggiano i nostri corsisti.

Noi vendiamo conoscenza e “saper fare” (clicca qui =>) 

Voglio chiarire…

Quando affermo che PER AFFERMARSI IN UNA PROFESSIONE SERVA POSSEDERE COMPETENZE ECCELLENTI, non sto dicendo che le competenze, da sole siano sufficienti.

Nel mondo della comunicazione web, ormai trovi informazioni con un click. Tuttavia, trovare un professionista competente diventa sempre più difficile. L’offerta aumenta enormemente, la qualità diminuisce. E l’eccellenza, quindi, è rara ed ha un valore elevatissimo. 

Il lavoro diventa una merce sempre più soggetta alle regole ed ai vincoli della domanda e dell’offerta. In questo momento di prolungata crisi, le competenze necessarie sono estremamente più ampie, variegate e focalizzate. I clienti sono ben informati (basta un click!) e sanno ciò che vogliono. 

Per posizionare adeguatamente la tua eccellenza professionale nella mente di chi deve scegliere la tua offerta, devi conoscere ed applicare altre competenze oltre a quelle specifiche del tuo settore.

Devi saperti posizionare, saper comunicare e risultare credibile ed affidabile per il possibile cliente. Prima lo capirai e prima troverai riscontri.

Ma questo è un altro tassello della professionalità moderna, ne parleremo in un altro articolo. 

Se ti piace ragionare così. Se sei pronta o pronto a lavorare duro, mandaci una email, che ne parliamo (=> info@consorzioforma.it) 

Buona vita.
Armando Mauro

Perché RIS3 Campania è importante per i professionisti

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

RIS3 Campania

Perché RIS3 Campania è importante per i professionisti?

RIS3 – Smart Specialization Strategy Campania 2014-2020. Le regioni d’Europa si confrontano in un contesto altamente competitivo e in continua evoluzione.

La complessità ambientale e la competitività dei sistemi a livello internazionale, da un lato, e la necessità di raggiungere condizioni di leadership industriale e livelli di eccellenza nella ricerca, dall’altro, impongono alle regioni, opportunamente coordinate a livello centrale, di sviluppare percorsi che – basati sulle competenze distintive e sulle risorse specifiche del territorio di riferimento ed in un’ottica di integrazione complementare con quelli di altri territori comunitari – si caratterizzino per:

  • obiettivi strategici basati sulla conoscenza a livello regionale e concentrati rispetto a fondamentali priorità, sfide ed esigenze di sviluppo (priority setting), verso cui orientare gli investimenti nell’ottica di supportare una specializzazione scientifico-tecnologica del sistema della ricerca, integrabile e trasversale, ed il riposizionamento competitivo del sistema produttivo lungo le traiettorie tecnologiche europee, ai fini dell’ottenimento di un vantaggio comparato in specifici ambiti della catena del valore globale;
  • policies in grado di valorizzare i punti di forza, i vantaggi competitivi e il potenziale di eccellenza della regione (competence based), finalizzati a garantire il raggiungimento di una massa critica di risorse e competenze di sviluppo per competere a livello internazionale in coerenza con le priorità sopra definite;
  • azioni in grado di supportare l’innovazione tecnologica, combinando la valorizzazione del sistema della ricerca regionale (knowledge based research) e lo sviluppo della capacità innovativa delle imprese (technology based research), anche attraverso il sostegno a processi di entrepreneur discovery e all’affermazione di aggregazioni stabili, efficienti e qualificate a governare i processi di innovazione in un’ottica di filiera tecnologica (technological cluster);
  • meccanismi di diffusione e divulgazione, promozione e sensibilizzazione in grado di assicurare una piena inclusione e compartecipazione dei soggetti coinvolti nelle diverse fasi del processo di innovazione (open innovation system), dall’esplicitazione dei fabbisogni a quelle di utilizzo della conoscenza (user driven approach);
  • strumenti in grado di assicurare il monitoraggio continuo dell’azione di intervento pubblico e una valutazione ex ante, in itinere ed ex post, della convenienza e validità delle scelte effettuate, oltre che di definire possibili percorsi di upgrading al fine di migliorare i meccanismi di incentivazione ed introdurre meccanismi di incentivazione ed introdurre meccanismi di premialità per le attività di R&S.
CONSULTA I CORSI DI PERFEZIONAMENTO DEL CATALOGO SVILUPPO PROFESSIONALE DEL CONSORZIO FORMA =>

Sviluppo Professionale

Dalle condizioni abilitanti ai percorsi di sviluppo competitivo

Sono le su citate condizioni che concorrono a caratterizzare, in modo intelligente e secondo un vincolo di specializzazione, i percorsi di sviluppo regionale volti a favorire le condizioni idonee a sostenere la competitiva tecnologica delle imprese (Industrial Leadership) e costruire competenze scientifico-tecnologiche distintive (Excellent Science) in linea con una crescita sostenibile dell’economia della conoscenza fondata sulla collaborazione tra gli attori e una coevoluzione nelle varie dimensioni della vita sociale rispetto alle principali sfide globali (Societal Challenges).

Dal punto di vista metodologico, tale approccio presuppone:

1. la definizione dei domini tecnologico-produttivi ovvero la caratterizzazione dei settori produttivi strategici per la crescita regionale ed il loro raccordo con le conoscenze tecnico-scientifiche regionali, al fine di valorizzare le eccellenze in contesto produttivi rilevanti, evitare le duplicazioni, favorire la disseminazione incrociata e ridurre il rischio che i processi di innovazione non trovino effettiva applicazione per il mercato (death valley);

2. la definizione del posizionamento di ciascun dominio produttivo-tecnologico rispetto, da un lato, alla relativa criticità per la competitività regionale, allo sviluppo di tecnologie abilitanti e alla capacità di risposta alle sfide sociali locali e, d’altro, rispetto agli sviluppi attesi della catena del valore globale in cui lo stesso dominio si inerisce, al fine di difendere e valorizzare i vantaggi competitivi posseduti e/o perseguire determinate potenzialità di sviluppo imprenditoriale;

3. l’orientamento intelligente dei processi di innovazione verso obiettivi di rafforzamento competitivo e diversificazione produttiva, in un‘ottica di comparazione internazionale, così rispondendo alle sfide di medio-lungo periodo delineate da EUROPA 2020.

(estratto dal Rapporto Priorità Tecnologiche Regionali Campania 2014 2020)
(fonte: http://burc.regione.campania.it)

Consulta i corsi di Perfezionamento del catalogo SVILUPPO PROFESSIONALE del Consorzio FORMA =>

Sviluppo Professionale

Benessere Giovani. Una necessità sociale per la Campania

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Benessere giovani: gli ultimi aggiornamenti dall’Europa risalgono al febbraio 2009.
A che punto siamo? Il programma Garanzia Giovani sta realmente compiendo i passi indicati in questa risoluzione Europea?

Riportiamo le indicazioni che il Consiglio Europeo ha indirizzato agli Stati membri, già nel 2008!

=> Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri UE, riuniti in sede di Consiglio, del 20 novembre 2008, sulla salute e sul benessere dei giovani [Gazzetta ufficiale C 319 del 13.12.2008].

Giovani e Salute

Benessere giovani. La presente risoluzione sottolinea l’importanza di promuovere la salute e il benessere dei giovani in Europa e incoraggia, fra l’altro, gli Stati membri e la Commissione a prendere misure per integrare le politiche sulla salute dei giovani e coinvolgere tutti i soggetti interessati nell’elaborazione di iniziative in materia di salute.

SINTESI
Benessere giovani: se lo stato di salute dei giovani in Europa è considerato globalmente soddisfacente, taluni settori quali l’alimentazione, l’attività fisica, l’abuso di alcool, la salute sessuale e mentale, continuano a destare particolare preoccupazione. In tale contesto, è fondamentale promuovere uno stile di vita sano, adottare misure preventive e tenere conto delle questioni di genere.

Diversi fattori connessi alle condizioni di vita possono mettere a repentaglio la salute e il benessere dei giovani. Per garantire uno sviluppo sano dei giovani è essenziale un contesto fisico e sociale sano. Il modo migliore per raggiungere questo obiettivo è fornire ulteriore sostegno ai genitori.

Esistono notevoli collegamenti tra la salute e il benessere dei giovani e il loro livello di inclusione sociale e di istruzione. E’ necessario, pertanto, informare i giovani sugli effetti positivi di uno stile di vita sano e aiutarli a diventare maggiormente responsabili della loro salute e più autonomi.

Per garantire l’efficacia della politica sanitaria dei giovani, è necessario valutare la situazione, onde fornire migliori strategie che tengano conto delle esigenze dei giovani e delle differenze nell’ambito di questo gruppo. Le strategie dovrebbero basarsi su un approccio globale e trasversale che coinvolga tutti i settori opportuni. La politica sanitaria dei giovani dovrebbe coinvolgere i livelli locali, regionali, nazionali ed europei e basarsi su un ampio partenariato con i vari soggetti interessati.

benessere-giovani

Il Consiglio invita pertanto gli Stati membri a:

=> integrare la “dimensione giovanile” in tutte le iniziative relative alla salute e ad attuare misure mirate nell’ambito della politica sanitaria dei giovani;

=> coinvolgere tutti gli attori interessati e i giovani nell’elaborazione e nell’attuazione di iniziative in materia di salute;

=> promuovere l’accesso alle attività ricreative, culturali e fisiche dei giovani;

=> prendere in considerazione la salute dei giovani nei programmi e nelle politiche in materia di informazione e di mezzi di comunicazione;

=> promuovere la formazione degli operatori del settore giovanile e delle ONG nell’ambito della prevenzione e della salute.

La Commissione è altresì invitata ad assicurare l’integrazione della “dimensione giovanile” in tutte le iniziative relative alla salute, nonché a coinvolgere gli attori interessati e i giovani in tutte le fasi di sviluppo delle iniziative in materia di politica sanitaria dei giovani.
Il Consiglio invita infine gli Stati membri e la Commissione a collaborare, al fine di:

=> migliorare la conoscenza sulla salute dei giovani, intensificando la ricerca e l’elaborazione di relazioni periodiche su tale tema;

=> inserire i dati sulla salute e sul benessere dei giovani nella relazione triennale della Commissione sulla situazione dei giovani in Europa;

=> sensibilizzare il pubblico sui fattori che incidono sulla salute dei giovani;

=> favorire lo scambio di buone prassi sul tema della salute dei giovani ai livelli locale, regionale, nazionale ed europeo;

=> promuovere l’utilizzo degli strumenti dell’Unione europea (UE) già esistenti per elaborare progetti relativi alla salute dei giovani;

=> incoraggiare una maggiore collaborazione in materia di salute dei giovani fra i giovani e le loro organizzazioni, gli altri attori del settore giovanile e la società civile.

Benessere giovani: il contesto

Il Libro bianco sulla Gioventù del 21 novembre 2001 ha riconosciuto l’importanza della salute quale fattore di integrazione sociale e di autonomia dei giovani e un corollario indispensabile allo sviluppo della loro cittadinanza attiva. Il Patto europeo per la gioventù, adottato nel marzo del 2005, ha ulteriormente enfatizzato la necessità di integrare la “dimensione giovanile” in altre pertinenti politiche europee, in particolare in materia di salute dei giovani.

 

Progettazione Universale. La diversità nella progettazione

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

raffaele-puzio-progettazione-universaleSiamo lieti di ospitare l’intervento di Raffaele Puzio – dottore in Scienze dell’Architettura e Referente CGIL per le disabilità – sul tema della progettazione universale come metodologia che garantisce l’accesso a servizi e prodotti, senza alcuna discriminazione tra diverse categorie sociali ed umane.

 


progettazione-universale
© Imagineer remodeling

Progettare per tutti, ovvero la diversità nella progettazione

La progettazione universale – intesa come pensare e progettare per tutti – in qualche modo si riferisce ad un metodo progettuale che prevede un’attenzione più mirata sul tema dell’accessibilità ad ogni categoria di persona, quindi non solo alle persone con disabilità. Se ci cimentiamo in una ricerca su internet può essere molto utile sapere che l’architetto Ronald L. Mace, della North Carolina State University, assieme ad un gruppo di collaboratori coniò il termine “Universal design” per descrivere il concetto di progettazione ideale di tutti i prodotti e gli ambienti artificiali, tali che siano piacevoli e fruibili, per quanto possibile da tutti, indipendentemente dalla loro età, capacità e/o condizione sociale.

Progettare per tutti ha una forte valenza sociale, pensate ai benefici che la società stessa può trarre da una qualunque soluzione universale o, se vogliamo rappresentare una visione più “umanistica”, soluzione “ideale”: si innescano con maggior facilità e semplicità meccanismi virtuosi che consentono anche una reale e concreta partecipazione alla vita collettiva delle persone a vario titolo coinvolte.

In un libro pubblicato dal Ministero spagnolo della Pubblica Istruzione, Affari Sociali e Sport, vengono elencati alcuni oggetti comunemente annoverati tra quelli che in qualche modo sono considerati come “progettati per tutti”: lo spazzolino elettrico, la porta automatica, il trolley ovvero la valigia con le ruote, la cannuccia flessibile, l’audiobook e così via.

Se pensiamo al rapporto che abbiamo con ogni oggetto sopraelencato, ci rendiamo conto che non immediatamente percepiamo che è frutto di una modalità di progettazione universale e, di conseguenza, non riusciamo ad immaginare nell’immediato i benefici di cui ho accennato, ad esempio in termini di partecipazione alla vita collettiva; invece occorre riflettere a tutto campo e soprattutto immaginare ogni soluzione in una progettazione che non si conclude semplicemente al raggiungimento del risultato stesso, ma al contrario che si proietta in un futuro che ci riserverà ulteriori soluzioni, verso dunque una progettazione universale anche nel tempo.

Anche qui proverò ad elencare gli esempi, per descrivere come la progettazione proiettata nel tempo abbia una sua valenza sociale: la porta automatica ha semplicemente offerto alle persone anche la proiezione di come un ambiente può essere ripensato con tecnologie assistive che aiutano le persone ad avere una vita autonoma e indipendente, l’audiobook ha consentito ad un ampio strato di popolazione l’accesso alla cultura, e non solo, altrimenti compromesso per vari fattori ovvero per quelle che definisco le “barriere” invisibili come l’inaccessibilità dei testi alle persone con disabilità visiva, ma anche alle persone che vivono una condizione di disagio sociale che per esempio non comprano libri e scoprono la cultura proprio tramite gli oggetti tecnologici ormai diventati quasi beni di prima necessità.

Con queste semplificazioni in tema di progettazione universale, credo sia ben chiaro come immaginare e pensare soluzioni per le persone con disabilità, in un contesto di progettazione universale, significa proiettare le idee verso una piena e consapevole inclusione globale delle persone che vivono sul nostro pianeta. Per questa ragione ritengo fondamentale, se non addirittura imprescindibile, conoscere i principi e anche il “percorso” che ha consentito la stesura della cosiddetta Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità – oggi Legge dello Stato Italiano n.18/09.

Conoscere non solo i principi, ma anche lo sforzo collettivo che sta dietro questo importante risultato, significa conoscere esattamente come si è cercato in tutti i modi di elaborare proposte e strategie affinché le persone, non solo quelle con disabilità, siano messe nelle condizioni di poter vivere dignitosamente e quindi aver accesso a soluzioni ideali per poter partecipare alle fasi della vita sia individuale che collettiva.

per “progettazione universale” si intende la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. La “progettazione universale” non esclude dispositivi di sostegno per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari.
(Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, art.2)

Dunque, estendere a tutti le soluzioni consente di poter estendere intrinsecamente il principio che tutti siamo nelle condizioni di partecipare, con le proprie caratteristiche e i propri interessi, in pari opportunità, portandoci ad un livello in cui la diversità diventa uno dei tanti “fattori” già inclusi nella cosiddetta coscienza, sia individuale che collettiva. Infatti non è mistero che, al giorno d’oggi, la progettazione ha sempre preso come modello di riferimento non i fattori che caratterizzano la vita collettiva, ma presunti “standard” individuali e collettivi che, al contrario, implicitamente considerano la diversità come fattore di disturbo e non qualificante. Uno studioso napoletano ha teorizzato addirittura l’esigenza di dover progettare passando dalla fase dell’uomo “vitruviano” a quella che lui definisce, senza mezzi termini, la cosiddetta teoria dell’uomo “a-vitruviano”, come elemento di costruzione di una società ideale.

Anche qui proverò a raccontare, con un esempio emblematico, di come spesso soluzioni straordinarie che hanno letteralmente appassionato schiere di persone, purtroppo raccontano come ci sia molto da lavorare; penso alle bellissime stazioni della nuova metropolitana di Napoli, definita metro dell’Arte, come quella, definita addirittura una delle più belle del mondo, la stazione Toledo progettata dall’architetto Oscar Tusquets.

Incuriosito dai tanti premi, citazioni, menzioni d’onore e così via, ho provato ad approfondire le motivazioni dei presunti meriti di tale stazione: tra le varie cito quella molto interessante che vede riconosciuto alla stazione citata il premio International Tunnelling Association, ovvero quello comunemente definito come l’Oscar delle opere in sotterraneo, per la categoria “Uso innovativo degli spazi”.

Clicca qui per vedere l’attribuzione a Napoli come sede del Tunnelling Congress 2019.

La stazione Toledo è un esempio unico di museo decentrato”, scrive l’associazione che ha conferito il premio, “che offre una fruizione dinamica delle creazioni degli artisti, dando ai cittadini la possibilità di viaggiare lungo un itinerario artistico aperto”. E ancora, cito testualmente, la recensione che ha contribuito all’assegnazione del premio: la spettacolare scenografia pensata nei toni del blu,  del nero e dell’ocra – il mare, la terra e il tufo – dischiude riferimenti al paesaggio e all’architettura locali, procedendo per diversi livelli d’immersione e giocando con la rifrangenza luminosa grazie ai vari interventi musivi: dalle ampie superfici azzurre, affidate alle micro tessere dell’azienda Bisazza, ai mosaici di William Kentridge, con riferimenti ai miti mediterranei, al Vesuvio, all’iconografia napoletana. Perfettamente integrati i light box con pannelli lenticolari di Bob Wilson, in cui rivivono le onde del mare.

Sicuramente, arrivati fin qui, sarete incuriositi dal cercare quali presunti “errori” ci siano nella progettazione di questa stazione se si considera che, e chi ha avuto il piacere di entrare in questa stazione lo avrà sicuramente notato, l’accessibilità è garantita grazie a comodi ascensori che portano direttamente alla banchina dove passano i treni.

Ecco, per parafrasare in modo ironico la recensione dell’associazione che ha premiato tale stazione potremmo dire che le persone che, per vari motivi, non possono fruire delle scale mobili, le uniche che consentono il cosiddetto “itinerario artistico aperto”, sono tutto sommato destinatarie di un “itinerario diretto senza distrazioni” che l’arte stessa potrebbe creare alle persone che vorrebbero prendere la metro.

Dunque con estrema sintesi una progettazione universale avrebbe dovuto, potete ben immaginare, costruire un itinerario artistico aperto inteso come fruibile e accessibile a chiunque, altrimenti la parola “aperto” rischia di diventare un concetto purtroppo “ingannevole”.

Una rivoluzione metodologica

Le “aree” di intervento sono innumerevoli, chiaramente gli esempi finora esposti ci danno la misura non tanto delle necessità di intervenire affinché vengano ricercate soluzioni coerenti ma sono indicativi dell’importanza di un radicale cambiamento culturale che vada oltre le semplici soluzioni adottate; una sorta di rivoluzione che in qualche modo ricalchi le forti spinte al cambiamento alla quale, direttamente o indirettamente, abbiamo assistito nei decenni trascorsi.

Pensate all’istruzione obbligatoria e gratuita introdotta in Italia dopo un periodo travagliato; senza dilungarci in una analisi storica sul come è stato normato il diritto all’istruzione, sicuramente è nota a tutti la portata straordinaria che ha consentito l’obbligo scolastico di poter far uscire dall’analfabetismo una parte considerevole di cittadini consentendo loro di non essere letteralmente “schiavi” essendo in pratica incapaci di “decifrare l’ambiente e partecipare alla società in cui vive” (citando la definizione dell’Unesco sull’analfabetismo).

Dunque immaginare di estendere l’accesso all’istruzione a tutte le persone, nessuna esclusa, è un processo e progetto al tempo stesso universale e rivoluzionario: universale perché si immagina di mettere in campo tutte le soluzioni affinché l’istruzione sia alla portata di tutti, rivoluzionario perché il risultato sarà uno stravolgimento di tutti i meccanismi che regolano la società, con un processo a catena che spingerà le persone a immaginare nuove e sempre più complesse rivoluzioni progettuali (che rimanda in qualche modo al concetto di progettazione universale nel tempo).

C’è un aneddoto che mi piace ricordare quando si parla di progettazione universale e di accesso alla cultura ovvero all’istruzione. Non molti anni fa, nelle stazioni e negli autobus comparvero le cosiddette macchine “obliteratrici”, un sistema all’epoca innovativo che consentiva alle persone di poter in qualche modo certificare l’aver adempiuto l’obbligo di acquisto e utilizzo del biglietto di trasporto senza dover rivolgersi al personale di bordo o ai cosiddetti controllori. Se si ricorda i biglietti riportavano la scritta che recitava più o meno così: “Occorre obliterare il biglietto negli appositi spazi delle obliteratrici”. In quei tempi, racconta chi li ha vissuti, tale innovazione e tali scritte erano poco familiari, tali da creare addirittura in qualche situazione un certo imbarazzo per chi non era avvezzo a tali termini: provando a cimentarci come in un “gioco” potremmo immaginare come una progettazione universale avrebbe potuto fornirci la soluzione, io credo che paradossalmente più che utilizzare frasi “semplificate” sarebbe stato lungimirante affiancare alle frasi complesse una spiegazione più semplificata ottenendo il duplice scopo di informare sull’utilizzo corretto dei biglietti e formare le persone ad una maggiore familiarità con parole/concetti più complessi …in pratica un po’ come succede al giorno d’oggi con l’utilizzo degli smartphone e/o tablet dove, al fianco dei manuali che utilizzano terminologie complesse, quasi sempre troviamo foglietti illustrativi anche con immagini, che aiutano le persone ad utilizzare questi strumenti senza troppa difficoltà.

Chiaramente, la progettazione universale non va confusa con il concetto di semplificazione, semmai la semplificazione è un concetto che va introdotto affinché la progettazione sia coerente con l’obiettivo di essere universale. Questa precisazione sento di doverla fare, perché istintivamente siamo portati a pensare che il risultato della progettazione universale sia proprio quella di semplificare gli atti quotidiani della vita, come succede in moltissimi casi, con però il risultato paradossale di proiettare le nostre conquiste e il nostro progresso verso una sorta di “annullamento” delle diversità, delle capacità di ogni singolo individuo, in una omologazione di massa che non sempre porta benefici.

L’esempio emblematico è quello dei bambini che utilizzano con naturalezza tablet e altri congegni elettronici, utilizzo che nella loro età adulta consentirebbe di aver ancor più dimestichezza con nuove conquiste tecnologiche, ma che al contrario impoverisce il livello cognitivo e anche manuale delle proprie capacità (anche se altre teorie sottolineano che tale utilizzo svilupperebbe un approccio multi streaming ai problemi logistici); in questo caso mi limito a sottolineare che ogni conquista o soluzione dovrebbe comunque essere “contestualizzata” ovvero tener conto dell’ambiente e del contesto sociale nella quale intervengono, perché il progresso o lo sviluppo della nostra società deve comunque essere eticamente e socialmente sostenibile affinché i benefici siano rispettosi dell’intero genere umano.

progettazione-universale-google-driveless-car

Concludo citando una ultima interessantissima conquista che già sta facendo discutere la comunità internazionale: la prevista fabbricazione delle cosiddette “Google Cars”, ovvero le “autovetture autonome” o anche più semplicemente le “auto senza pilota”.

Senza dilungarci sugli aspetti tecnici di questa nuova invenzione, mi soffermerò sull’idea che ha spinto a ricercare questa soluzione che, semplificando i concetti, non fa altro che ricalcare l’eterno dibattito tra l’uso del mezzo pubblico e l’uso dell’auto: se a favore del mezzo pubblico ci sono gli aspetti economici, ma anche sociali (il poter dialogare, svolgere altre attività come leggere e scrivere, e così via), a favore dell’auto ci sono, ovviamente, il tema della libertà di orari, di movimenti e anche di maggiore privacy. La novità della progettazione delle autovetture autonome, mettendo da parte il tema della sicurezza che merita un approfondimento più articolato, sta nel fatto che inserisce un elemento che formalmente non è “pensato” nelle progettazioni delle auto con pilota e che non si trova in tutti i mezzi pubblici, esattamente il tema dell’universalità di tale soluzione, non a caso nelle presentazioni dei prototipi, le prime google cars si rivolgono particolarmente nei confronti delle persone con difficoltà di movimento (anziani, disabili, ecc) o persone che, per varie ragioni, non possono dedicarsi alla guida.

Purtroppo il dibattito su questa importante conquista, ancora una volta, non ha preso in considerazione la necessità di dare una chiave di lettura sociale non legata a parametri economici (il risparmio sul tempo, il poter dedicarsi agli “affari”, ecc), ma semmai legata al valore delle relazioni umane come assume ad esempio la possibilità di far uscire dal proprio isolamento innumerevoli persone. Non a caso una riflessione che spaventa molto è quella che se si è in grado di poter progettare autovetture autonome, il prossimo passo dovrebbe essere quello di progettare postazioni di lavoro altrettanto autonome, relegando la progettazione universale ad un concetto non al servizio dell’umanità ma addirittura alla eliminazione delle caratteristiche principali dell’umanità stessa.

Dunque l’invito che mi sento di fare è quello di appassionarsi alla progettazione universale caratterizzandolo da quello che definisco l’umanesimo delle progettazioni universali per parafrasare la definizione dell’umanesimo delle macchine.

©2016 – Raffaele Puzio
©2016 – Consorzio Forma a r.l.

Fonte dell’immagine del titolo “Imagineer Remodeling” (clicca qui per collegarti al sito)

Animazione territoriale per costruire Reti Rurali Sostenibili

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Reti rurali sostenibili: l’animazione territoriale per lo sviluppo rurale

PSR Campania 2014 - 2020 locandina

Il Convegno sul PSR Campania 2014 – 2020 tenutosi il 15 aprile a Roccabascerana è stato un successo. Figure professionali, associazioni datoriali, enti del terzo settore, imprenditori del settore agricolo ed uffici della Regione Campania hanno posto al centro della riflessione e del confronto la necessità di valorizzare l’apporto degli attori locali a supporto dello sviluppo rurale attraverso la creazione ed il supporto di Reti rurali sostenibili.

L’evento è stato con la collaborazione della cooperativa sociale “La Solidarietà” di Benevento, che ha preso in gestione e trasformato il Borgo sociale di Roccabascerana e l’annesso bosco per promuovere inclusione sociale ed offerta turistica in un quadro etico e di sostenibilità.

Per sapere di più del Borgo di Roccabascerana => clicca qui

angelo-moretti

Angelo Moretti, responsabile Caritas Diocesana di Benevento

sabrina-autorino

Sabrina Autorino, Responsabile del Borgo Sociale di Roccabascerana

ursula-curatolo

Ursula Curatolo, Ufficio di Benevento della Regione Campania, responsabile delle attività di formazione per il PSR 2014-2020 ed Armando Mauro, Presidente del Consorzio FORMA

convegno-psr-roccabascerana

Enzo Pacca, in rappresentanza della CIA, Confederazione Italiana degli Agricoltori di Benevento e Raffaele Romano, agronomo, componente del Comitato Scientifico e Tecnico del Consorzio FORMA

adele-galdo

Adele Galdo, Psicoterapeuta, Direttrice Fattoria Sociale Isca delle Donne, Pratola Serra (AV)

veronica-barbati

Veronica Barbati, Direttrice Agriturismo Barbati, Roccabascerana (AV)

Molte le riflessioni interessanti, ecco le più rilevanti:

=> L’acquisto è un atto politico. Sapere che si acquista un prodotto che permette di realizzare anche inclusione sociale deve diventare un valore aggiunto di quel prodotto e della filiera che lo realizza.

=> Esiste un numero di giovani che hanno deciso di non emigrare e di investire le proprie motivazioni, i propri entusiasmi e le competenze acquisite, in progetti di valorizzazione di aziende locali già esistenti nel territorio. Il PSR e gli altri strumenti di sostegno imprenditoriale devono risultare a supporto di questi imprenditori, esemplari e coraggiosi, che valorizzano i sistemi locali di sviluppo.

=> C’è bisogno di rafforzare le reti di partner locali che possano interagire con la Regione Campania per definire di concerto le modalità migliori per realizzare attività formative e di animazione territoriale più efficaci per il reale sviluppo del territorio rurale.

In occasione del seminario, il Consorzio FORMA ha promosso l’iniziativa Reti Rurali Sostenibili che aggregherà partner di natura diversa per promuovere l’animazione territoriale “dal basso” necessaria ad ottimizzare l’utilizzo del fondi del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 in Campania.

 PSR-Campania-2014-2020-Reti-rurali-sostenibili

Come fare Agricoltura Sociale in Campania

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Fare agricoltura sociale in Campania.
A Napoli la Conversazione organizzata dal Consorzio FORMA 

FORMA Invito-CONVERSAZIONE-Isca

Fare agricoltura sociale in Campania. Nel quadro delle attività di animazione territoriale al PSR 14/20, il Consorzio FORMA, in collaborazione con il Consorzio MEDITERRANEO SOCIALE e la Fattoria Sociale ISCA delle DONNE di Pratola Serra, presentano la CONVERSAZIONE

LE NUOVE FRONTIERE DEL LAVORO: STORIE E PROGETTI DI AGRICOLTURA SOCIALE
“Il caso di eccellenza Isca delle Donne di Pratola Serra, fattoria sociale n.1 in Campania”

26 maggio 2016, h 17.30-19.00
Guida editore, via Bisignano 11, Napoli (piazza Martiri)

Partecipano:

  • Raffaele ROMANO – agronomo, componente Comitato Scientifico Tecnico Consorzio Forma
  • Adele GALDO – psicoterapeuta, direttrice Fattoria Sociale “Isca delle Donne”

Intervengono al dibattito:

  • Lucia COLETTA – Assessorato Agricoltura Regione Campania
  • Salvatore ESPOSITO – Presidente Mediterraneo Sociale
  • Antonio D’AMORE – Coordinamento Associazione LIBERA

La Conversazione sarà l’occasione per una riflessione sull’Agricoltura Sociale in relazione con la programmazione Regionale del PSR 2014/2020. Durante l’evento ci sarà una degustazione dei vini e dei prodotti della Fattoria Sociale.

Fiano-isca-delle-donne
Una bottiglia di Fiano prodotto da Isca delle Donne presentato al Vinitaly 2016

 

Perché una Conversazione sull’Agricoltura Sociale nell’ambito del PSR Campania 2014 – 2020?

Nel 2015 il Parlamento italiano ha varato la prima legge sull’Agricoltura Sociale, apportando una serie di novità.

Viene, infatti, introdotta la definizione di agricoltura sociale. In questo ambito rientrano le attività che prevedono:

  • l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale;
  • prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura;
  • prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione delle piante;
  • iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche;

>le Regioni, nell’ambito dei Piani di Sviluppo Rurale, possono promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell’agricoltura sociale;

>le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono inserire come criteri di priorità per l’assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agroalimentari da operatori di agricoltura sociale;

>i Comuni prevedono specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche;

>gli enti pubblici territoriali

  • prevedono criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell’ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli;
  • possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell’agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata;

>Viene istituito l’Osservatorio sull’agricoltura sociale, chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale e assume funzioni di monitoraggio, iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative a fini di coordinamento con le politiche rurali e comunicazione.

Fare agricoltura sociale. Oltre all’innovazione legislativa, vi è da notare che la programmazione dei fondi Europei per lo sviluppo rurale in Campania (PSR Campania 2014 – 2020) prevede linee di finanziamento per l’agricoltura sociale e le attività innovazione e solidarietà. Per approfondimenti sul PSR14/20 e sull’Agricoltura Sociale visita la nostra pagina  => cliccando qui


Cosa sono le CONVERSAZIONI del Consorzio FORMA?

PSR-Campania-2014-2020-FORMA-LOGO-CONVERSAZIONI

Per stimolare il dibattito pubblico e le attività di ricerca, il Comitato Scientifico e Tecnico del Consorzio FORMA ha previsto un programma di lavoro 2016-2017 imperniato su riunioni periodiche, eventi e pubblicazione di report e riflessioni sulle nuove frontiere del lavoro.

LE NUOVE FRONTIERE DEL LAVORO – CONVERSAZIONI

=> Come fare Agricoltura Sociale – 26 Maggio 2016 ore 17:30 c/o GUIDA editore
=> Tecnologie digitali, cultura ed istruzione – Ottobre 2016 c/o GUIDA editore
=>
Sicurezza e stabilità del territorio – Gennaio 2017 c/o GUIDA

LE NUOVE FRONTIERE DEL LAVORO – CONVEGNI

=> Formazione professionale: luci ed ombre. Quali proposte? – Dicembre 2016
=>
Turismo culturale e Recupero Centri Storici – marzo 2017

Le Conversazioni sono incontri di natura conviviale di conoscenza e confronto sugli argomenti scelti dal Comitato. L’articolazione abituale delle Conversazioni è molto snella e prevede:

  • 10 min di inquadramento del tema (a cura di un esperto del Settore)
  • 20-30 min di presentazione di un caso concreto (a cura di un testimone privilegiato)
  • Dibattito 
  • Incontro conviviale

Per maggiori dettagli sul Comitato Scientifico e Tecnico del Consorzio FORMA => clicca qui

Professionisti, 4 azioni verso il cambiamento ed il successo

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

imageOrientarsi al cambiamento. In un panorama culturale globalizzato ed in continuo mutamento, con riferimenti istituzionali e di mercato in rapida evoluzione, cambiare è una necessità per il professionista di successo.

Il professionista, sia che svolga attività autonoma, lavori per un’impresa o sia impiegato di un ente pubblico – sa incorporare il cambiamento nei propri processi di analisi, produzione, comunicazione e vendita. Se non lo fa è destinato all’insuccesso, sprecando le competenze e le esperienze faticosamente sviluppate nel corso degli anni di studio e di attività.

Il professionista incapace di incorporare il cambiamento si ritrova troppo spesso a concentrarsi, in maniera esasperata e fuorviante, sulla competizione, con l’illusione pressante di realizzare un profitto. Il risultato è devastante, poiché si ritrova schiacciato in una pericolosa competizione economica al ribasso, e, per farvi fronte, trascura i reali bisogni dei committenti i quali, gradualmente, vengono meno.

È vitale, quindi, che il professionista trovi le soluzioni migliori per valorizzare le proprie capacità, puntando sull’aggiornamento culturale e tecnico, con l’obiettivo costante di assicurare la necessaria innovazione al committente, sia questo un privato, una impresa o un ente pubblico.

In un sistema in continuo mutamento e con un’accelerazione del cambiamento sempre più intensa, la formazione moderna ed efficace deve necessariamente integrarsi con la ricerca e la comunicazione, per accompagnare il professionista in un percorso di sviluppo e consolidamento di competenze, non soltanto tecniche, ma anche strategiche e gestionali. L’obiettivo è fornirgli gli strumenti per comprendere e concentrarsi su ciò per cui i potenziali clienti si preoccupano di più, e trovare il giusto vantaggio, in un quadro di riferimento etico.

Le 4 azioni su cui focalizzare l’attenzione per il successo professionale:

  1. Acquisire solide competenze,
  2. Saper comunicare,
  3. Assicurare rapidità nelle soluzioni,
  4. Intessere e curare buone relazioni.

>> scopri di più