Il GIS non è una cosa semplice

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Chi vi dice che realizzare un GIS (Geographical Information System – Sistema Informativo Geografico) è una questione semplice “da smanettoni informatici” non sa di cosa parla. Oppure vi prende in giro!

Fare un GIS vuol dire avere cultura di banche dati, di dati geografici, di analisi per sovrapposizione e incrocio di dati diversi, di applicazione di metodi statistici.

Il GIS presuppone la capacità di conoscere il valore e la validità dei dati disponibili. Di avere idee chiare su come vogliamo utilizzarli e quali obiettivi vogliamo raggiungere, in funzione delle richieste del nostro committente.

Chi progetta in GIS (proprio così: “in GIS! Con l’impostazione mentale del GIS”) sa come mettere insieme dati ed informazioni alfanumerici, geografici, grafici, ecc per fornire un prodotto di grande rilevanza strategica per il committente.

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Lavorare “in GIS” non significa sedersi alla propria scrivania e smanettare al PC. Significa progettare adeguate campagne di acquisizione dati. Applicare strumenti di selezione e validazione dei dati. Significa creare strutture di dati idonee al trattamento “in GIS”. Che abbiano reale rilevanza e potenzialità di pieno utilizzo per gli scopi del committente.

Non si lavora in GIS per colorare delle carte. Non si lavora in GIS per realizzare legende eleganti. Si lavora in GIS per comprendere un territorio.  Per scoprire, capire, seguire e, in qualche caso, incidere sui fenomeni che è necessario gestire e regolare.

Analizzarne le componenti territoriali, ambientali, geologiche, naturali, sociali, economiche, a seconda dei nostri obiettivi:

> un economista analizza fattori sociali, d’impresa, di reddito, di consumo, ecc.

> un geologo analizza il territorio per comprenderne struttura e dinamiche e progettare gli interventi di messa in sicurezza.

> un ingegnere progetta le infrastrutture a rete che permettono la vita delle comunità e lo sviluppo territoriale.

> un sociologo studia le dinamiche sociali ed i servizi pubblici di assistenza per garantire adeguati livelli di welfare alle comunità.

> un archeologo studia l’andamento morfologico del suolo per comprendere lo stato dei resti di insediamenti antichi e progettare le campagne di scavo e le iniziative di valorizzazione.

… e così via.

Non è semplice…  il GIS non è semplice!

Il mio amico architetto mi racconta delle difficoltà che ha avuto, 10 anni fa, ad entrare nei meccanismi del GIS, per la pianificazione territoriale e la prevenzione dei rischi. Ad impadronisti dei concetti di basi di dati, topologia, georeferenziazione, analisi.
Anni di studio ed approfondimento. Adesso è un grande esperto di GIS e lo applica alle tante attività professionali che svolgiamo per imprese ed enti pubblici.

Non è semplice il GIS… mi dice il mio amico.
Ma può esser facile impararne i segreti se sei affiancato da formatori professionisti che hanno messo a punto tecniche didattiche interattive che ti accompagnano, passo a passo, nell’apprendimento.

E’ questo l’approccio di [QGIS FACILE_40] 40 ore di formazione full interactive, che prevede l’accompagnamento sincrono alle singole operazioni descritte ed alle esercitazioni.

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MANIFESTAZIONI DI INTERESSE:
CHIAMA SUBITO il numero 081 563 56 26 (ore 10.00 – 16.00)
OPPURE SCRIVI a info@consorzioforma.it 

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