Le vie della formazione. Una casa editrice per i liceali

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Assistenza al business plan per assicurare i tirocini obbligatori nelle scuole

L’ultima riforma dell’istruzione voluta dal governo Renzi introduce una novità importante per le scuole superiori: da quest’anno per chi è iscritto al liceo scatta il tirocinio obbligatorio. Una pratica già avviata da tempo negli istituti professionali e nei tecnici che per la prima volta viene estesa dalla Buona scuola anche a tutti gli studenti del liceo classico, dello scientifico, del linguistico e degli altri indirizzi liceali. I tirocini di 200 ore, prescritti a partire dal terzo anno di studio, sono diventati indispensabili per raggiungere il diploma.

Gli studenti in attesa di uno stage saranno tanti, e bisognerà trovare i settori in cui impegnare le ore che i ragazzi dovranno trascorrere lontani dalle aule scolastiche. In questa nuova circostanza, gli editori, propongono la loro disponibilità alla sperimentazione presso i licei di un accompagnamento per una simulazione d’impresa, da offrire ai ragazzi come alternativa al tirocinio obbligatorio in azienda.

L’idea è quella di far elaborare loro un business plan per il progetto e dare vita ad una casa editrice, una casa editrice di istituto, che possa consentire ai docenti di guidare gli studenti ad avviare un’attività d’impresa, senza il vero e proprio rischio  d’impresa. Questo impegno, per tre anni, andrà a sostituire il tirocinio.

Nel business plan, andrebbero previste le scelte strategiche dell’impresa editoriale a partire dalla individuazione del pubblico di lettori cui rivolgersi, con tanto di riunioni sulle strategie di marketing, sulla scelta delle collane editoriali, le decisioni e le scelte degli autori su cui puntare.

Nel giro di un anno si potrà passare, poi, alle attività di redazione vera e propria, fra letture e correzioni di bozze, traduzioni, decisioni su titoli e copertine. In questo modo, sarebbe risolta una quantità di problemi di difficile soluzione, a cominciare dal come trovare le aziende disposte ad accogliere ed ospitare fisicamente le centinaia di ragazzi per ogni istituto. Si consentirebbe, inoltre, ai giovani di vivere una vera e propria esperienza professionale sul campo ed alle aziende, perché no, di identificare bacini da cui poter attingere per recuperare personale già qualificato per un successivo impiego.

Tratto dall’Articolo pubblicato dall’editore Diego Guida su La Repubblica Napoli, 23 gennaio 2016. (Clicca qui)

Sul tema vedi anche “Ai piedi del Vesuvio l’alternanza scuola-lavoro arriva alle medie” (clicca qui)


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Blog a cura di Armando Mauro, Presidente Consorzio FORMA a r. l.

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